Argilla IUS: l’aggiornamento 36 include delle novità sui modelli di Diritto Commerciale.

 

OA Sistemi ha rilasciato un nuovo aggiornamento di Argilla IUS. Eccolo nel dettaglio.

MODELLI
Sono stati inseriti i seguenti modelli:

DIRITTO COMMERCIALE
Società tra professionisti
° S.S.
° S.N.C.
° S.A.S.
° S.P.A. – Atto costitutivo
° S.P.A. – Statuto
° S.A.P.A. – Atto costitutivo
° S.R.L. – Atto costitutivo
° S.R.L. – Statuto
° COOP – Atto costitutivo
° COOP – Statuto SPA
° COOP – Statuto SRL

PROCURE
* Procura speciale EX ARTT. 571 E 579 COD. PROC. CIV.

NORMATIVA
L. n. 55 del 2019 (conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici)
Vengono innalzati gli ulteriori presupposti in presenza dei quali scatta l’obbligo di nominare nelle s.r.l. l’organo di controllo; più esattamente, quelli previsti dal nuovo testo dell’art. 2477, comma 2, lett. c), cod. civ.:
1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;
2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;
3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità.
L. n. 37 del 2019 (disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea – Legge Europea 2018) E’ stato limitato il novero di incompatibilità della professione di agente d’affari in mediazione, mediante la modificazione dell’art. 5, comma 3, l. n. 39 del 1989.
Più precisamente, l’attività di agente di affari in mediazione è oggi incompatibile
con:
– l’attività svolta in qualità di dipendente di ente pubblico o privato, o di dipendente di istituto bancario, finanziario o assicurativo ad esclusione delle imprese di mediazione;
– attività imprenditoriali di produzione, vendita, rappresentanza o promozione dei beni afferenti al medesimo settore merceologico per il quale si esercita l’attività di mediazione;
– l’esercizio di professioni intellettuali afferenti al medesimo settore merceologico per cui si esercita l’attività di mediazione e comunque in situazioni di conflitto di interessi.

Art. 7 d.l. n. 34 del 2019 (c.d. “Decreto Crescita”)
I trasferimenti di interi fabbricati, a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che, entro i successivi dieci anni, provvedano alla demolizione e ricostruzione degli stessi, conformemente alla normativa antisismica e con il conseguimento della classe energetica A o B, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente ove consentita dalle vigenti norme urbanistiche, nonché all’alienazione degli stessi, scontano l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 200 ciascuna.

GIURISPRUDENZA

DIRITTO CIVILE
Corte Cost., 10 maggio 2019 n. 114
Il beneficiario di amministrazione di sostegno conserva la capacità di donare, salvo che il giudice tutelare, anche d’ufficio, ritenga di limitarla – nel provvedimento di apertura dell’amministrazione di sostegno o in occasione di una sua successiva revisione – tramite l’estensione, con esplicita previsione nel decreto ai sensi dell’art. 411, comma 4, primo periodo, cod. civ., del divieto previsto per l’interdetto e l’inabilitato dall’art. 774, comma 1, primo periodo, cod. civ..

Cass. Civ., I, 4 settembre 2019 n. 22069 (ord.)
Pur in presenza di figli minori, si deve ritenere che la disciplina legale sancita dall’art. 169 cod. civ. – e quindi la preventiva autorizzazione del giudice alla alienazione di beni del fondo – si renda applicabile solo in mancanza di deroga prevista nell’atto di costituzione del fondo patrimoniale.

Cass. Civ., S.U., 22 marzo 2019 n. 8230
La nullità comminata dall’art. 46 del d.P.R. n. 380 del 2001 e dagli artt. 17 e 40 della l. n. 47 del 1985 va ricondotta nell’ambito del comma 3 dell’art 1418 cod. civ., di cui costituisce una specifica declinazione, e deve qualificarsi come nullità “testuale”, con tale espressione dovendo intendersi, in stretta adesione al dato normativo, un’unica fattispecie di nullità che colpisce gli atti tra vivi ad effetti reali elencati nelle norme che la prevedono, volta a sanzionare la mancata inclusione in detti atti degli estremi del titolo abilitativo dell’immobile, titolo che, tuttavia, deve esistere realmente e deve esser riferibile, proprio, a quell’immobile. Pertanto, in presenza nell’atto della dichiarazione dell’alienante degli estremi del titolo urbanistico, reale e riferibile all’immobile, il contratto è valido a prescindere dal profilo della conformità o della difformità della costruzione realizzata al titolo menzionato.

Cass. Civ., II, 6 novembre 2018 n. 28272
L’istituzione di erede subordinata alla prestazione, da parte dell’istituito, di assistenza al testatore fino alla sua morte va qualificata come condizionata ed è comunque valida, giacché la disposizione non cessa di essere condizionale solo perché l’evento contemplato dal testatore è destinato a diventare certo al momento del suo decesso. Né la disposizione de quo è riconducibile a una clausola testamentaria modale, considerato che, producendo l’onere i propri effetti obbligatori esclusivamente a far data dall’apertura della successione, l’essere già venuti meno a tale epoca i beneficiari delle prestazioni ivi contemplate avrebbe reso effettivamente priva di efficacia la clausola in questione.

Cass. Civ., II, 20 novembre 2018 n. 29902
La clausola contrattuale con la quale l’acquirente accetta lo stato di fatto e di diritto in cui si trova l’oggetto del contratto non vale a escludere la garanzia del venditore in ordine alla conformità degli impianti alla normativa in materia di
sicurezza: quando, infatti, il contenuto di detta clausola sia talmente generico da impedire di attribuirgli un qualsiasi rilievo nell’ambito del contenuto contrattuale, o sia idonea a far ritenere che la pattuizione non sia mai stata realmente voluta dalle parti, essa deve qualificarsi come clausola di stile.

Cass. Civ., VI, 1 marzo 2019 n. 6167 (ord.)
Nella nozione di “possesso” ex art. 485 cod. civ. è compresa qualunque situazione di fatto che consenta l’esercizio di concreti poteri sui beni ereditari e, quindi, vi è incluso anche il compossesso, essendo irrilevante che taluno degli
altri compossessori non sia chiamato all’eredità poiché, anche in questo caso, il chiamato ha la possibilità di esercitare i detti poteri.

Cass. Civ., II, 18 marzo 2019 n. 7561
Cass. Civ., II, 14 maggio 2019 n. 12798
Si consolida l’orientamento della Suprema Corte secondo cui, in riforma di precedente orientamento, lo schema previsto dall’art. 1027 cod. civ. non preclude in assoluto la costituzione di servitù avente a oggetto il parcheggio dell’auto sul fondo altrui quando tale facoltà sia costruita come vantaggio a favore del fondo, per la sua migliore utilizzazione (come è il caso del fondo a destinazione abitativa).

Cass. Civ., III, 27 marzo 2019 n. 8461
In tema di amministrazione dei beni dei figli ex art. 320 cod. civ., devono essere considerati di ordinaria amministrazione gli atti che presentino tutte e tre le seguenti caratteristiche:
1) siano oggettivamente utili alla conservazione del valore e dei caratteri oggettivi essenziali del patrimonio in questione;
2) abbiano un valore economico non particolarmente elevato in senso assoluto e soprattutto in relazione al valore totale del patrimonio medesimo;
3) comportino un margine di rischio modesto in relazione alle caratteristiche del patrimonio predetto.
Vanno invece considerati di straordinaria amministrazione gli atti che non presentino tutte e tre queste caratteristiche.

Cass. Civ., II, 17 aprile 2019 n. 10759 (ord.)
Si ha donazione indiretta di un bene (nella specie, un immobile) anche quando il donante paghi soltanto una parte del prezzo della relativa compravendita dovuto dal donatario, laddove sia dimostrato lo specifico collegamento tra dazione e
successivo impiego delle somme, dovendo, in tal caso, individuarsi l’oggetto della liberalità, analogamente a quanto affermato in tema di vendita mista a donazione, nella percentuale di proprietà del bene acquistato pari alla quota di prezzo corrisposta con la provvista fornita dal donante.

Trib. Roma, V, 25 gennaio 2018 n. 1755
É illegittima per contrarietà all’art. 1136 cod. civ. la clausola del regolamento condominiale che attribuisce al costruttore la facoltà di modificare unilateralmente il regolamento.

Cass. Civ., I, 10 maggio 2019 n. 12545 (ord.)
L’art. 162, comma 4 cod. civ. condiziona l’opponibilità ai terzi delle convenzioni matrimoniali all’annotazione del relativo contratto a margine dell’atto di matrimonio, atteso che la trascrizione del vincolo per i beni immobili, di cui all’art. 2647 cod. civ., resta degradata a mera pubblicità-notizia e non sopperisce al difetto di annotazione nei registri dello stato civile, che non ammette deroghe o equipollenti.

Cass. Civ., III, 7 marzo 2019 n. 6612 (ord.)
Non rientra tra i compiti del notaio l’accertamento della corrispondenza al vero della dichiarazione resa dall’alienante e del suo contenuto, a meno che il notaio non abbia assunto uno specifico incarico al riguardo e salvo il caso in cui, dai
documenti in possesso del notaio, emergano difformità evidenti e conoscibili secondo la diligenza eiusdem generis ac professionis tra la situazione reale e la dichiarazione dell’alienante (caso in cui il professionista ha il dovere di risolvere
il dubbio insorto mediante un supplemento di indagine).

Cass. Civ., II, 30 gennaio 2019 n. 2701
Nel caso di vendita da parte di uno dei coeredi di bene ereditario che costituisce l’intera massa, l’effetto traslativo dell’alienazione non resta subordinato all’assegnazione in sede di divisione della quota all’erede alienante, dal
momento che costui è proprietario esclusivo della frazione ideale di cui può liberamente disporre, sicché il compratore subentra, “pro quota”, nella comproprietà del bene comune.

DIRITTO COMMERCIALE

Cass. Civ., I, 3 1 gennaio 2019 n. 3017 (ord.)
La nozione di “finanziamento dei soci a favore della società” di cui all’art. 2467 cod. civ. non comprende i soli contratti di credito, in quanto il secondo comma della stessa norma prevede che rientrino in quella categoria i finanziamenti effettuati “in qualsiasi forma” e, quindi, ogni atto che comporti un’attribuzione patrimoniale accompagnata dall’obbligo della sua futura restituzione, senza che rilevino la misura della partecipazione sociale e l’eventuale proposizione di
azioni giudiziarie volte a recuperare il credito.

Cass. Civ., I, 8 febbraio 2019 n. 3779 (ord.)
Affinché sia consentito sacrificare il diritto di opzione attribuito al socio, non è necessario che tale sacrificio costituisca l’unico inderogabile mezzo per realizzare l’interesse della società, ma è sufficiente che, in presenza di un interesse di particolare natura ed intensità, nella scelta del modo di realizzare l’aumento di capitale la predetta soluzione appaia preferibile e ragionevolmente più conveniente.

Cass. Civ., I, 12 novembre 2018 n. 28987
In tema di trasformazione da società a responsabilità limitata a società per azioni, la disciplina del diritto di recesso applicabile ai soci è quella dettata dall’art. 2473, comma 1, cod. civ. per le s.r.l., che non prevede termini di decadenza. Pertanto, il diritto di recesso del socio di s.r.l. trasformata in s.p.A. va esercitato nel termine previsto nello statuto della s.r.l. medesima, prima della sua trasformazione; in mancanza, il giudice di merito valuterà di volta in volta,
secondo buona fede e correttezza, le modalità concrete di esercizio del diritto di recesso, nonché la congruità del termine entro il quale il recesso è stato esercitato, tenuto conto della pluralità degli interessi coinvolti.

DIRITTO TRIBUTARIO

Cass. Civ., V, 21 dicembre 2018 n. 33221
La donazione di un suolo edificabile da un coniuge all’altro e la vendita (dopo soli due mesi) da parte di quest’ultimo a un terzo per un prezzo corrispondente al valore dichiarato nella donazione, non è, di per sé, indicativa di un intento elusivo, spettando all’amministrazione finanziaria l’onere di provare che il donatario fosse un soggetto interposto e che l’operazione posta in essere nascondesse il fine ultimo di non versare la plusvalenza generata dalla cessione
dell’immobile.

Cass. Civ., VI, 28 gennaio 2019 n. 2252 (ord.)
La rinuncia ai diritti reali si considera alla stregua di un trasferimento, in quanto generativa di un arricchimento nella sfera giuridica altrui, come tale soggetta a imposta ipocatastale.

Cass. Civ., V, 6 febbraio 2019 n. 3409 (ord.)
La determinazione della base imponibile dell’imposta di registro secondo il meccanismo del c.d. prezzo valore, può essere richiesta anche per gli immobili con rendita catastale non definitivamente attribuita ed è implicita nella richiesta della parte acquirente, resa al notaio ai sensi dell’art. 1, comma 497, l. n. 266 del 2005, di applicare il predetto meccanismo.

Cass. Civ., V, 12 febbraio 2019 n. 4055
La determinazione della base imponibile dell’imposta di registro secondo il meccanismo del c.d. prezzo valore, può essere richiesta anche per gli immobili con rendita catastale non definitivamente attribuita a condizione, tuttavia, che le parti ne facciano espressamente richiesta in atto ai sensi dell’art. 12, comma 2 bis, d.l. n. 70 del 1988, convertito con l. n. 154 del 1988.

Cass. Civ., V, 21 febbraio 2019 n. 5088
In tema di plusvalenze derivanti dalla cessione di un fabbricato destinato alla demolizione, la Suprema Corte ha enunciato i seguenti principi di diritto:
– la distinzione tra edificato e non ancora edificato si pone in termini di alternativa esclusiva che non ammette un tertium genus;
– la cessione di un edificio non può essere riqualificata come cessione di terreno edificabile sottostante, anche quando l’edificio non assorbe integralmente la capacità edificatoria del lotto su cui insiste;
– nella cessione di edificio, la pattuizione delle parti di demolire e ricostruire non può essere riqualificata come cessione di terreno edificabile;
– il potere generale dell’Amministrazione finanziaria di riqualificare un negozio giuridico in ragione dell’operazione economica sottesa trova un limite nella tassativa distinzione del regime fiscale, operata dal legislatore, tra la cessione di
edifici e di terreni edificabili.

Cass. Civ., V, 21 marzo 2019 n. 7966 (ord.)
Il principio secondo cui il trasferimento del compendio immobiliare, effettuato in favore del coniuge, prima del decorso di cinque anni dall’acquisto, in virtù degli accordi presi in sede di omologa della separazione, non comporta la decadenza
dalle agevolazione c.d. “prima casa”, deve essere esteso all’ipotesi peculiare in cui la casa di abitazione coniugale venga alienata, anziché all’interno del nucleo familiare, a un terzo soggetto, con relativa divisione del ricavato.

Comm. Trib. Prov. Varese, II, 17 gennaio 2019 n. 48
Comm. Trib. Prov. Lombardia Milano, X, 25 febbraio 2019 n. 894
Comm. Trib. Prov. Lombardia Milano, I, 13 febbraio 2019 n. 618
In tema di tassazione della clausola penale, secondo la giurisprudenza di merito “anche se alla clausola penale deve essere riconosciuta una propria causa, distinta da quella del contratto cui afferisce, e una sua rilevanza contrattuale autonoma, essa è collegata e complementare al contratto nel cui contesto si inserisce”, per cui “rientra (…) nel secondo comma dell’articolo 21 citato e non è soggetta ad autonoma tassazione”.

Cass. Civ., V, 17 gennaio 2019 n. 1129
All’acquisto di una pertinenza di casa di abitazione, effettuato con atto separato, si applica la medesima aliquota I.V.A. scontata per l’acquisto del bene principale.

NOTARIATO

Cass. Civ., III, 12 febbraio 2019 n. 3984
E’ professionalmente responsabile il notaio che abbia omesso di avvertire il venditore del rischio di accertamento fiscale in caso di vendita di suolo edificabili a un prezzo inferiore a quello periziato ai sensi dell’art. 7 l. n. 448 del 2001.

Cass. Civ., II, 2 luglio 2019 n. 17713
In presenza di una procura proveniente dall’estero, il notaio deve verificare:
– che sia un atto valido secondo i criteri di rinvio dettati dal diritto internazionale privato italiano (art. 60 l. n. 218 del 1995) e dunque indagare, se occorre, anche la disciplina applicabile nel paese di origine;
– che sia un atto proveniente da un’autorità competente di uno Stato straniero;
– che sia munita di legalizzazione od Apostille, salvo la presenza di convenzioni bilaterali che aboliscono la legalizzazione e l’Apostille;
– che non sia contraria ai parametri previsti dagli artt. 28 l. not. e 54 reg. not. e che abbia in ogni caso, per il principio di congruità con l’atto al quale deve essere allegata, i requisiti minimi di sicurezza giuridica e di accertamento dell’identità del sottoscrittore richiesti per la circolazione in Italia del negozio principale.
In particolare, la Suprema Corte ha ritenuto che, “per la validità dell’atto pubblico o [del]la scrittura privata rilasciata all’estero, (…) il diritto straniero non debba essere in contrasto con alcuni istituti fondamentali dell’ordinamento italiano e che consistono, per la scrittura privata autenticata, nella dichiarazione del pubblico ufficiale che il documento è stato firmato in sua presenza e nel preventivo accertamento dell’identità del sottoscrittore”.

PRASSI AMMINISTRATIVA
Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 38E del 29 marzo 2019
Rientra nelle ipotesi di cui all’art. 15, comma 1, lett. g) e h), d.m. Economia e Finanze 21 febbraio 2013, e, pertanto, non è soggetta a Tobin Tax, la cessione di una partecipazione a una società di nuova costituzione, non solo partecipata dagli stessi soci nelle medesime proporzioni della società cedente, ma nella quale sono riprodotte le medesime regole di governance della società venditrice, in termini di diritti amministrativi, patrimoniali e di patti parasociali; in tal caso, si realizza una mera operazione di carattere riorganizzativo, compatibile con la ratio di cui al citato art. 15, che è quella di evitare che il pagamento dell’imposta ostacoli le operazioni di riorganizzazione aziendale, intendendosi per tali anche
quelle che, pur determinando il trasferimento della proprietà, non modificano “l’appartenenza economica” della partecipazione al medesimo gruppo societario.

Nota del Ministero dello Sviluppo Economico n . 0128354 del 22 maggio 2019
Anche in relazione al nuovo disposto dell’art. 5, comma 3, l. n. 39 del 1989, come modificato dall’art. 2 l. n. 37 del 2019, permane l’incompatibilità dell’attività professionale di agente immobiliare con quella di amministratore di condominio.
In ogni caso, lo svolgimento di attività incompatibili con quella di agente di affari in mediazione, di cui alla l. n. 39 del 1989, determina, da parte degli uffici camerali, l’avvio della procedura di inibizione allo svolgimento di quest’ultima e la conseguente inibizione alla stessa.

Risposta dell’Agenzia delle Entrate ad interpello n. 83 del 2018
La cessione della pertinenza, separatamente dall’abitazione al cui servizio è destinata, prima del decorso di cinque anni dal suo acquisto genera plusvalenza anche se per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto e la cessione, l’abitazione abbia costituito l’abitazione principale del cedente o dei suoi familiari.

Risposta dell’Agenzia delle Entrate ad interpello n. 123 del 2019
Le agevolazioni per l’acquisto della c.d. prima casa di abitazione secondo il meccanismo di cui al comma 4 bis della nota II bis all’art. 1, Tariffa, Parte I, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, possono trovare applicazione anche ove “il primo ed unico immobile preposseduto nel Comune di residenza (…) non abbia goduto” delle medesime agevolazioni.

Risposta dell ‘Agenzia delle Entrate a interpello n. 231 del 2019
Non decade dall’agevolazione di cui all’art. 3, comma 4 ter, d.lgs. n. 346 del 1990, il contribuente che aliena la sola nuda proprietà di un’azienda ricevuta in donazione, in quanto, riservandosi l’usufrutto, l’alienante mantiene il potere di
gestione dell’impresa.
Inoltre, l’amministrazione finanziaria ha osservato – anche se non era materia di interpello – che alla donazione avente a oggetto la nuda proprietà di un’azienda, non è applicabile l’agevolazione di cui all’art. 3, comma 4 ter, d.lgs. n. 346 del 1990 perché, in tal caso, il donatario, “pur avendo la titolarità del bene gravato dall’usufrutto, non dispone del diritto di godimento né dei poteri di gestione dell’azienda ricevuta a titolo gratuito” (il ragionamento è criticato da BUSANI, La
nuda proprietà ceduta non cancella i benefici fiscali, in IlSole24Ore 13 luglio 2019).

Risposta dell’Agenzia delle Entrate a interpello n. 253 del 2019
L’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo disposta dall’art. 26, comma 8, d.l. n. 179 del 2012 “non si può estendere alla bollatura dei libri sociali” delle start-up innovative.

Risposta dell’Agenzia delle Entrate ad interpello n. 257 del 2019
L’agevolazione di cui all’art. 3, comma 4 ter, d.lgs. n. 346 del 1990 spetta anche in caso di donazione contestuale e congiunta a due donatari di partecipazioni e di diritti di usufrutto su partecipazioni sociali.

Risposta dell’Agenzia delle Entrate a interpello n. 277 del 2019
Non è ammessa la limitazione della responsabilità dell’acquirente per il pagamento delle imposte e delle sanzioni relative all’azienda ceduta, disposta dall’art. 14 d.lgs. n. 472 del 1997, ai debiti tributari imputabili al ramo di azienda ceduto, quali risultanti da una perizia di stima effettuata da professionista incaricato dal cedente.

Risposta dell’Agenzia delle Entrate a interpello n. 282 del 2019
Considerato che le detrazioni IRPEF non godute dal defunto si trasferiscono unicamente all’erede che ha la detenzione materiale e diretta del bene, tale trasferimento non opera se l’immobile in questione è locato, “anche solo per un
breve periodo dell’anno”.

Risposta dell’Agenzia delle Entrate a interpello n. 292 del 2019
Non rientra tra le operazioni di cui all’art. 20, comma 4 ter, d.l. n. 133 del 2014 la permuta tra un comune e una parrocchia in quanto difetta in quest’ultima il requisito soggettivo necessario ai fini dell’applicazione della normativa
agevolativa previgente (individuata nell’art. 1, comma 1, settimo periodo, Tariffa, Parte I, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, nel testo in vigore al 31 dicembre 2013, che prevedeva l’applicazione dell’imposta di registro in misura fissa per i
trasferimenti posti in essere, tra l’altro, in favore dello Stato e degli enti pubblici territoriali).

Risposta dell’Agenzia delle Entrate a interpello n. 296 del 2019
Il reddito fondiario dell’unità immobiliare venduta con riserva della proprietà deve essere dichiarato dal venditore.
Parere del Ministero dello Sviluppo economico prot. n. 0133793 del 27 maggio 2019
In caso di scioglimento e messa in liquidazione di una start-up innovativa il mantenimento dell’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese è subordinato alla circostanza che nella relativa delibera o “in sede di presentazione del modulo S3” sia indicata una previsione di continuità aziendale.

DOTTRINA

TRIMARCHI, Codice della crisi: riflessioni sulle prime norme , in Notariato, 2019, 2, 115.

ATALENTE, BOGGIOLI, Riflessi del nuovo codice della crisi d’impresa sull’amministrazione delle società di persone , in CNN Notizie 25 giugno 2019
Gli autori aderiscono all’interpretazione degli artt. 2086, 2380 bis, 2409 novies, 2257 e 2475 cod. civ. (come modificati dagli artt. 375 e 377 del “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”), proposta nell’Aggiornamento n. 35 di Argilla
IUS.

RUOTOLO, BOGGIALI, Acquisti pericolosi ex art. 2465, comma 2, c.c., e obbligo di allegazione all’atto della relazione giurata e della decisione autorizzativa , in CNN Notizie 8 aprile 2019 In tema di acquisti pericolosi da parte della società, “l’eventuale allegazione tanto della relazione di stima quanto della delibera assembleare risponderà solo a esigenze di completezza del corredo documentale ai fini di un più agevole reperimento di essi in caso di successive contestazioni”, posto che l’art. 2465 non prescrive alcun obbligo in tal senso.

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