C’ è tempo fino a venerdì 6 aprile per la comunicazione dei dati delle fatture del secondo semestre 2017. Stesso termine anche per la trasmissione telematica opzionale dei dati delle fatture emesse e ricevute e per le relative variazioni.Il documento recepisce in forma definitiva le semplificazioni introdotte dal decreto legge fiscale dello scorso anno (n. 148/2017).

Sessanta giorni utili per inviare i dati delle fatture 
Per garantire il pieno rispetto delle norme dello Statuto del contribuente – e in particolare, la previsione di una ”pausa” di 60 giorni prima di applicare le norme su una scadenza, di fatto una novità rispetto alla prassi seguita in passato – la scadenza per la comunicazione dei dati delle fatture del secondo semestre 2017, originariamente fissata al 28 febbraio, viene spostata al 6 aprile 2018, ossia al sessantesimo giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento diffuso oggi. Alla stessa data è fissata la scadenza per le eventuali integrazioni e per la trasmissione telematica opzionale dei dati delle fatture emesse e ricevute. Inoltre, le comunicazioni delle fatture riferite alle operazioni del 2018 – anche per chi esercita l’opzione – potranno essere inviate con cadenza trimestrale o semestrale.

Recepite le novità del decreto fiscale
Tra le nuove misure finalizzate ad alleggerire gli adempimenti per imprese e professionisti, vengono semplificate e ridotte le informazioni richieste. In particolare, si legge in una nota diffusa dall’ Agenzia delle Entrate, diventa possibile comunicare i dati riepilogativi per le fatture emesse e ricevute di importo inferiore a 300 euro registrate cumulativamente, «è possibile comunicare i dati relativi al documento riepilogativo anziché quelli dei singoli documenti». Diventa invece facoltativo «compilare i dati anagrafici di dettaglio delle controparti», e i contribuenti possono decidere se trasmettere i dati delle fatture emesse, di quelle ricevute e delle relative variazioni «sia con cadenza trimestrale che con cadenza semestrale». Le nuove regole potranno essere utilizzate «anche per inviare le comunicazioni integrative di quelle errate riferite al primo semestre 2017».

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